Investire in Spagna

Investire in Spagna, per gli italiani, significa ancora investire per lo più in Catalogna.

Anche in questo periodo, profondamente segnato dal Covid, le aziende italiane che scelgono la Spagna per tentare una “rinascita”, si orientano maggiormente verso il territorio catalano, sentendolo probabilmente più vicino e meglio approcciabile.

La Catalogna rimane ancora un’area della Spagna molto vitale in termini di investimenti economici. Probabilmente questo si deve anche alla sua ubicazione, particolarmente strategica nel contesto geografico europeo, e al ruolo di riferimento che continua ad assumere insieme a Madrid-

Ad ogni modo, quando si parla di “investire in Spagna”, balzano immediatamente all’attenzione realtà territoriali ed economiche ben strutturate e molto potenziali come i Paesi Baschi e la regione valenziana che, sempre di più, s’impongono all’attenzione degli investitori come regioni all’avanguardia e ultra specializzate in specifici settori industriali (come ad esempio le calzature e la lavorazione e produzione di pellame), nei servizi e nel commercio legati a costruzioni, agricoltura e pesca.

Per quanto riguarda Valencia, nel periodo 2019/20 pre Covid, Valencia si posizionava al primo posto in Europa tra le città ideali per aprire una piccola e media impresa. Bilbao, nella medesima classifica, si posizionava entro le prime 10, come una delle città più prospere d’Europa e più interessante in termini d’investimenti da parte delle nazioni estere.

Investire in Spagna oggi significa avere un occhio di particolare riguardo per città, e contesti economici, come quelli di Valencia, Bilbao, Santander, oltre a quelli già consolidati di Madrid e Barcellona.

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